Roberto Giani (Carrozzeria Giani),
“Ricambi da internet? Io non li monto"

"Sto lavorando e mi si infilano dentro due persone: una era Martino, che è il responsabile dei promoter. Inizia a parlare, io ascolto ascolto ascolto e a un certo momento gli faccio: "Ma scusa, dov'è l'imbroglio?". Sorride Roberto Giani, ricordando il primissimo incontro con MIRO. Sono passati "almeno sette-otto-dieci anni", e il titolare di Carrozzeria Giani a Milano è uno dei clienti più fedeli. Infatti, la chiacchierata si svolge in Trentino, dove ha partecipato al week-end premio organizzato dal 'suo' consorzio.

Com'è stato?
Per me, tutto perfetto. Meglio di così non potevo aspettarmi niente: la location bellissima, la zona bellissima, il rafting bellissimo (nella foto in home page la preparazione, NdA), la compagnia perfetta, quindi... voto 10.

Contento anche del suo promoter, Fabio Barbagallo?
Numero uno. Quelle poche volte che manca, ho bisogno di qualcosa - anche se a me succede raramente - e risponde qualcun altro al posto suo, io comincio "ah, ho capito, sei il promoter di serie B", ovviamente in modo scherzoso. Perché lui è davvero bravissimo.

Perché è diventato cliente MIRO?
Devo partire da lontano. Io ho ereditato la carrozzeria da papà (mi piaceva questo lavoro, l'unica cosa che non mi piaceva era il rapporto con mio padre, e infatti a un certo punto gli ho detto: "Papà, o te o io perché io e te insieme qui non andiamo da nessuna parte…"), e con la carrozzeria ho 'ereditato' anche il ricambista generico. Io lo chiamavo, lui si faceva la lista e poi, con tutta la calma del mondo, mi faceva arrivare i ricambi. A me girava più o meno il 10 per cento di sconto, quando era un miracolo il 15; sulle auto straniere invece - Suzuki, Toyota - mi arrivavano i ricambi con lo sconto dello zero per cento. E io lì mi arrabbiavo da morire.
Un giorno, sto lavorando e mi si infilano dentro due persone: una era Martino, che è il responsabile dei promoter. Inizia a parlare, io ascolto ascolto ascolto e a un certo momento gli faccio: "Ma scusa, dov'è l'imbroglio?, ma io devo pagare per questo servizio? No? Allora spiegatemi dov'è il vostro guadagno...". Non me l'hanno detto, ovviamente. Invece, ho detto io "proviamo", e mi si è aperto un mondo. Anche perché se tu chiami e parli con le persone addette solo a quel marchio, se io compro una cosa loro mi dicono "guarda che hai bisogno di questo pezzo o di questa modifica...". Perfetto.

MIRO è l'unico consorzio in AsConAuto che ha sottoposto alle sue concessionarie il Patto per l'Assistenza Tecnica. Ha notato dei cambiamenti?
Ci sono concessionarie dove tu chiami, ti risponde sempre quello che è un fenomeno, tu gli dai il telaio, gli chiedi una cosa e quello è già avanti, e lavorare con quelle persone è stupendo.
Poi ci sono quei magazzinieri disponibili anche loro che in tempo reale ti mandano lo spaccato di ciò che ti può servire, tu leggi subito la mail e compri quello che è giusto, che serve.
E poi ci sono quelli perennemente scocciati, prendono la telefonata e sembra quasi che ti stanno facendo un favore a risponderti. Non sono tanti, ma quando questi stessi rappresentanti di queste Case automobilistiche vengono a trovarmi in carrozzeria con il promoter, io se devo massacrarli li massacro. Mi prendo delle gioie.

Carrozzeria Giani come sta?
Una volta eravamo in quattro, poi siamo scesi a tre, poi a due e siamo ancora in due. Il lavoro è un terzo di una volta, tanto fanno le auto a noleggio, tanto fanno i leasing, tanto fanno le assicurazioni. Tanto è vero che io da un anno e mezzo, anche se non ero molto d'accordo perché pensavo di farcela con le mie gambe, sono diventato un convenzionato Allianz. L'anno scorso sì, hanno canalizzato, ogni settimana riuscivo a gestirmi un'auto di Allianz (a proposito, sono clienti straviziati, vogliono l'auto sostitutiva e se non gliela dai non ti lasciano la macchina, ma io ne ho una e non posso usarla solo per loro!); quest'anno, da gennaio a oggi, avrò fatto si e no una macchina al mese, perché stanno spingendo tutto il loro lavoro in un'altra catena.

Ma in generale i suoi clienti sono fedeli?
Tantissimi vecchi clienti di mio papà non ci sono più. Però, se tu cerchi di fare del tuo meglio il lavoro ce l'hai sempre. Diciamo che ti accorgi che potresti fare di più.

In questo suo lavorare al meglio mette anche la qualità del ricambio originale? 
Certo. Quello che ti fa arrabbiare al giorno d'oggi è quando ti arriva il cliente che, poniamo, deve cambiare un paraurti. Perfetto, mi siedo, cerco subito il modello, viene fuori 300 euro più Iva, "ah, ma come, su internet l'ho trovato a 60 euro". E no, lì ci perdi 5-10 minuti e gli spieghi che quello che ha trovato su internet è un paraurti di plastica, stampato, che fa schifo, che si stacca la vernice, che non è sicuro, che non ha gli stessi standard di qualità. Io metto un paraurti originale e tra dieci anni è ancora lì, quello che dici tu io non te lo compro e non te lo monto.

La ascoltano?
Tranne i disperati. Oggi devi mediare su tutto, una volta o ti andava bene o te ne andavi da un'altra parte. Mio papà li mandava a quel paese, tanto via uno arrivava un altro.

Alla fine, quanto compra di originale?
Il 90 per cento. Piuttosto che un ricambio di concorrenza lo prendo del demolitore ma almeno è originale. Il non originale lo devi andare a modificare, a volte devi allargare i buchi, a volte li devi stringere… i paraurti, sempre quelli, li metti su e sono più gonfi, più larghi, a volte fanno veramente schifo. Se tu lavori con l'originale lavori meglio.

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