Il presidente Miro all'evento di formazione:
"La parola chiave è sempre condividere"

"Stanco ma soddisfatto?
No, stanco no, per niente".

Ha l'adrenalina ancora in circolo il presidente Miro, Giovanni Rigoldi, quando lo avvicino al termine della due giorni di formazione sulle rive del Lago Maggiore. Due giorni in cui i protagonisti assoluti sono stati gli uomini di magazzino di 29 concessionarie socie che hanno partecipato con entusiasmo a 'Spare Parts Manager Meeting'.

Allora solo soddisfatto?
Molto soddisfatto. Sono state due giornate ricche, esattamente come ce le immaginavamo, e con un gradimento da parte dei nostri uomini oltre la misura prevedibile. Io avevo già sperimentato la positività di queste occasioni a Castiglione (sede dell'evento di formazione per responsabili di magazzino promosso dal consorzio Doc Lecco, NdA), quindi ero moderatamente convinto che si potesse replicare la stessa soddisfazione. Devo dire che è stata ampiamente confermata.

I formatori Quattroruote Professional hanno azzeccato la formula? Meno slide e più interazione...
Anche. E forse anche per il fatto che c'era un mix fra responsabili e operativi che ha comportato un importante abbassamento dell'età media; secondo me i partecipanti si sono lasciati un po' più trascinare e coinvolgere in tutte le attività. Sono passati dal fare la pasta al fare i video, due attività completamente diverse ma in entrambe tutti si sono buttati con passione e i risultati sono stati ottimi.

Durante i lavori di gruppo non hanno avuto paura di uscire allo scoperto, anche in aperta contrapposizione…
Si sono sicuramente espressi. Ognuno ha portato l'esperienza della propria concessionaria: c'è chi ha tirato subito su il muro delle problematiche, problematiche che conosciamo tutti e che sono anche il motivo per cui organizziamo questi momenti di confronto. Mixando le persone, favorendo lo scambio di opinioni, cerchiamo anche di superare problemi che sono purtroppo la quotidianità per tutte le concessionarie.
Per qualcuno che ha alzato il muro c'è stato qualcun altro - colleghi, non formatori o titolari - che lo ha abbattuto. C'è chi affronta il problema come se fosse ogni volta la scalata dell'Everest e chi semplicemente lo affronta e cerca di risolverlo.

Con il supporto imprescindibile di Miro. Il messaggio del capoconsorzio, Martino Falco, è stato chiarissimo: "Sfruttateci".
Miro è un servizio in più, un servizio che le concessionarie hanno organizzato a livello di sistema e che deve essere un valore aggiunto per tutti.
Poi è chiaro che anticipare magari di un'ora il ritiro della merce, nell'ottica di innalzare il livello di servizio nei confronti dei riparatori clienti, può creare dei problemi a qualche concessionaria. Le nostre concessionarie devono, nei limiti del possibile, essere pronte a ritarare tempestivamente le organizzazioni. Purtroppo, ritarare organizzazioni che funzionano sempre nello stesso modo è molto difficile, ma non impossibile se l'obiettivo è quello di trovare il migliore assetto possibile per andare incontro alle esigenze dei clienti.

I concessionari, però, hanno creduto in questo evento formativo. I magazzinieri si sono iscritti anche perché il loro titolare ha dato l'avvallo...
La partecipazione è stata folta anche se non c'è stata l'unanimità; sono mancati alcuni rappresentanti di qualche marchio importante - una partecipazione che sarebbe stata gradita e importante perché queste occasioni sono fatte proprio per condividere difficoltà ed esperienze - ed è un peccato, a maggior ragione vedendo la soddisfazione di chi era qui.
Conto però sulla 'contagiosità', sulla contaminazione dei magazzinieri presenti nei confronti di chi non è venuto ma soprattutto, considerando che nelle nostre aziende nei reparti ricambi spesso non c'è un'unica persona, spero che questa contaminazione avvenga già a livello di singola concessionaria.
Qui non insegniamo come vendere ricambi, diamo degli spunti di riflessione per superare alcune difficoltà, per avere un certo tipo di atteggiamento, di approccio che può essere condiviso all'interno del proprio reparto, tra colleghi.

Replicherete l'iniziativa?
Sicuramente, il tema della formazione per noi è fondamentale, importantissimo. Abbiamo iniziato dal personale del consorzio perché, oltre a essere sul campo, fa un lavoro un po' diverso dagli uomini delle concessionarie che sono già coinvolti dalla formazione delle Case.
Proseguiremo in questa direzione sia a beneficio di promoter e logistici sia, nel solco di questa esperienza, dei magazzinieri. Tra l'altro, a differenza di tutti gli altri settori delle concessionarie dove si tengono corsi di formazione a go go, di ogni genere, il reparto ricambi è sicuramente quello meno attenzionato da parte delle Case.

Il contest che partirà a giugno come va inquadrato? Una competizione che non è una vera competizione?
Lo spirito è quello dell'indagine di soddisfazione clienti. Abbiamo già abbastanza pressione da parte delle Case madri in termini di monitoraggio della qualità, della soddisfazione del cliente finale...
Qui il taglio è completamente diverso. L'obiettivo è tenere alta l'attenzione sulla nostra operatività, sia del servizio erogato dal consorzio sia di quello erogato dalle concessionarie nei confronti degli autoriparatori indipendenti, un aspetto che non è assolutamente toccato dalle Case. Perché le Case guardano al cliente privato, nessuna andrà mai a chiedere all'autoriparatore se è contento del servizio fornito dagli operatori dei nostri magazzini.
Il contest è anche un modo per tenere alta l'attenzione sui risultati, perché i risultati fanno sì che le nostre concessionarie possano permettersi di mantenere un servizio che ha un costo e che, non dimentichiamoci, è completamente a loro carico.

Nei saluti finali ha accennato al decennale Miro, che non riavvolgerà il nastro ma guarderà al futuro...
Assolutamente sì. L'evento del 5 ottobre non avrà un taglio celebrativo dei primi dieci anni ma, visto il contesto che il settore automotive e quello dei concessionari in particolare sta vivendo, non può che guardare a quello che succederà in futuro.
Ci sta venendo addosso una serie di cambiamenti epocali nel prodotto, nella tecnica, nelle alimentazioni, e anche nel modello di business delle concessionarie, delle officine, delle carrozzerie. Noi dobbiamo capire prima possibile e attrezzarci per gestire questi cambiamenti che, volente o nolente, sono già in corso.

Con l'aiuto di AsConAuto?
Anche. Il fatto di condividere da un posizione di maggiore visibilità una serie di tematiche che impatteranno sia sui dealer che sugli autoriparatori, permette di meglio governare questi cambiamenti. 
Sicuramente l'evoluzione, per quanto si capisca oggi, produrrà una selezione molto più spinta della categoria dei dealer e anche di quella degli autoriparatori, lo vediamo nella concentrazione che sta già avvenendo. È un fenomeno che renderà probabilmente più importante la condivisione tra dealer e riparatore indipendente delle tematiche che li vedono coinvolti entrambi: la tecnologia sulle macchine che usciranno tra sei mesi, un anno o due anni, fa sì che una serie di dinamiche possano cambiare in maniera importante perché, per esempio, sempre di più ci sarà bisogno di strumentazione costosa, formazione di un certo tipo...

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