Roberto Magosso (Merbag):
"Dobbiamo fare gruppo"

"Noi aiutiamo loro e loro aiutano noi a raggiungere i nostri obiettivi". Sintesi efficacissima quella di Roberto Magosso (nella foto in home page, il secondo da sinistra), responsabile ricambi della concessionaria Mercedes-Benz di San Giuliano Milanese 'Merbag', in chiusura di 'Spare Parts Manager Meeting'. Della prima edizione del corso di formazione Miro dedicato agli uomini di magazzino, Magosso ha colto l'essenza: il valore del consorzio.

Com'è stato l'impatto?
Arrivo da un gruppo socio di un altro consorzio AsConAuto e quindi ero abituato, lo dico tra virgolette, a questo genere di attività. Un'iniziativa molto interessante, molto bella, sicuramente si porteranno a casa parecchie cose.

La più importante?
Che bisogna fare gruppo e lavorare tanto dall'interno verso l'esterno, dare una mano al consorzio per portare a casa risultati, fatturato, e cercare di coinvolgere il più possibile i clienti. Purtroppo nel concessionario c'è ancora un po' di distacco verso il consorzio, perché tende a tenersi i suoi clienti e a non condividerli. Siamo noi che, dall'interno, dovremmo aiutare, spingere un po'.

La sua prima mossa in Merbag?
Una telefonata al mio capogruppo per dirgli di cercare di aiutare il consorzio: noi aiutiamo loro e loro aiutano noi.

Sorpreso di questo modo insolito di fare formazione?
Va bene, anche perché almeno abbiamo un attimo di stacco. Non siamo più abituati a stare ore e ore in aula, a vedere slide, dopo un po' la testa se ne va per i cavoli suoi. Ci si raffronta con determinati problemi, si vedono altre realtà, perché comunque sia ti trovi con concessionarie grandi e piccole e quella grande dà il consiglio a quella piccola, quella piccola porta la sua esperienza a quella grande…

Immaginava un confronto così aperto anche tra colleghi di diversi marchi?
Sinceramente no, anche perché io sono da sei mesi in Merbag e non conosco ancora tutto il gruppo dei concessionari su Milano.

La cosa più bella che porta a casa?
La cosa più bella che porto a casa… dei colleghi nuovi.

Il successo del team building MiroChef: com'è stato possibile?
Secondo me ha rotto anche tanto il ghiaccio, e probabilmente noi ci siamo fatti coinvolgere dall'atmosfera.

Nessuna timidezza nemmeno nella sessione del mattino… bravi loro o bravi voi?
Bravi tutti.

Che cos'è Miro per lei? Sei mesi di collaborazione che cosa le dicono?
Il servizio è ottimo, si danno veramente tanto da fare. Secondo me è il concessionario che deve capire di più il valore del consorzio. I titolari guardano solo i numeri e quelle che sono le spese del consorzio, invece dovrebbero affrontare la cosa in maniera diversa.
Io ho avuto la fortuna di lavorare su Bergamo-Brescia due anni e mezzo con il consorzio di quel territorio, e abbiamo fatto tantissime cose, abbiamo sviluppato tantissimi progetti...

Il suo cliente com'è?
Io lavoro sul truck e le esigenze sono completamente diverse da quelle del mondo automotive. I clienti sono, rispetto alle vetture, molto più 'indietro'. Il camion deve viaggiare, deve andare, quindi ancora prima che ti chiamino devono avere i ricambi in officina.

I ricambi e annessa consulenza?
Telefonica, anche perché i riparatori di mezzi pesanti sono abbastanza preparati sul discorso delle diagnosi, ormai anche loro hanno sistemi informatici evoluti. Quando hanno bisogno di assistenza è per piccoli problemi che proprio non riescono a risolvere, ed è sempre assistenza telefonica.

Che Merbag fornisce? Nei tempi che i clienti si aspettano?
Non si è mai troppo veloci per loro! Però, con Miro, si sta cercando di creare una partnership verso l'esterno che sembra funzionare.

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