Giovanni Rigoldi: "Io la vetta
l'ho raggiunta, adesso tocca a Miro"

Dall'alto di un quattromila in Valle d'Aosta, regione dove sta 'ricaricando le pile', il presidente Giovanni Rigoldi può permettersi una battuta. Ma non è certo il tono scherzoso che toglie serietà ai contenuti.

I risultati, per cominciare?
Miro è un consorzio che, dopo dieci anni di vita, cresce ancora a doppia cifra. Il fatturato sviluppato dalle concessionarie e dai partner nei primi sette mesi del 2018 registra un +12,28 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso e luglio addirittura un +16,26. Spero di non farmi illusioni ma, se tanto mi dà tanto, il fatturato a fine anno potrebbe superare i 40 milioni di euro. Che sarebbe come scalare un 4000 in montagna…
E, sempre avendo presente quello che succede in alta montagna, penso che i risultati non vengano mai per caso e che questo decimo anno consecutivo di crescita sia il frutto del lavoro che tutti stiamo facendo, sia all'interno di Miro che con le concessionarie, continuamente sollecitate dal consorzio sull'area ricambi.

Concessionarie compatte intorno a Miro?
Il consorzio sta mettendo in atto una serie di iniziative che tengono viva la loro attenzione. Limitandoci agli ultimi anni ricordo l'indagine di soddisfazione che restituisce il feedback dei clienti, il patto di assistenza tecnica, la formazione del personale Miro, il fine settimana sul Lago Maggiore con gli uomini di magazzino che è stato un modo per condividere le problematiche e che ha avuto un riscontro molto positivo. A proposito di magazzini, il primo giugno è partito un contest specificatamente dedicato agli addetti ai ricambi che si concluderà il 31 dicembre con tanto di premi ai migliori classificati. A queste che arriviamo a considerare attività ordinarie del consorzio aggiungiamo la campagna AsConAuto, lato cliente, 'L'Originale Ti Premia'.
Insomma, moltissimo è stato fatto ma, considerando che non vi è stata uniformità nella risposta alle sollecitazioni del consorzio, si può ancora migliorare. Da questo punto di vista, cerco di vedere il lato positivo: ci sono margini per una ulteriore crescita dei fatturati e dell'efficienza complessiva del network.

Da presidente, e da concessionario, che spiegazioni si è dato?
Ognuno ha le proprie esigenze, sicuramente però non è uniforme la sensibilità da parte dei concessionari rispetto alle potenzialità che l'appartenenza a un consorzio come Miro può esprimere sul fronte della vendita dei ricambi. Purtroppo, alcuni dei grandi dealer milanesi sono più concentrati a 'gestire' l'enorme pressione delle Case sugli obiettivi di vendita di autovetture nuove che non dei ricambi. Altri invece, per i quali la pressione delle Case è molto forte anche sull'area ricambi - è il caso dei marchi che rappresento io (Volkswagen-Audi-Škoda, NdA) -, sono sicuramente più inclini a sfruttare le sollecitazioni e le opportunità derivanti dall'appartenenza al consorzio.

Condividere di più aiuterebbe?
Ai momenti di condivisione i dealer partecipano poco, poi ti senti dire - ma è una magra soddisfazione - "tanto ci sei tu". In effetti, non solo c'è stata una continua crescita dell'attività di vendita dei ricambi sviluppata dalle concessionarie all'interno del consorzio, ma c'è sempre stata un'attenzione direi maniacale al controllo dei costi. Il costo del consorzio è il costo a carico delle concessionarie, se sono un imprenditore avveduto i conti li faccio sia in concessionaria che nel consorzio e come li faccio io mi auguro che i colleghi facciano altrettanto.
Nel 2018 il consorzio di Milano è riuscito ad aggiungere un furgone in flotta a parità di costi rispetto all'anno precedente, senza aumentare il contributo a carico dei concessionari soci. Come ci è riuscito? Portando 'a bordo' nuovi partner e cercando di metterli nelle condizioni di operare al meglio, ma anche risparmiando dove si poteva risparmiare...

E ora che cosa bolle in pentola?
A fine settembre riprenderemo la formazione del personale di Miro, questa volta nell'ambito di AsConAuto. Finalmente l'associazione - anche grazie all'impulso di Miro che ha iniziato due anni fa questo percorso con Nomesis - ha impostato l'attività di formazione con la nascita, fra l'altro, di AsConAuto Academy. Noi ci crediamo, dovrebbero forse crederci di più, a parole e nei fatti, anche gli altri consorzi.
Parteciperanno i nostri promoter - perché la formazione non è mai troppa - e, per verificare l'adeguatezza del percorso formativo proposto (considerato anche che i nostri hanno già alle spalle due anni di formazione Nomesis), parteciperemo attivamente io o Luca Manfrotto o tutti e due. Sarà un fine settimana a Novi Ligure.

Un mese dopo, invece...
Il 26 ottobre abbiamo pensato che valesse la pena festeggiare i primi dieci anni di Miro, il consorzio AsConAuto di Milano, con un evento, ancora top secret, che però non vuole essere 'solo' una celebrazione o peggio un'autocelebrazione, ma vuole proiettarsi nel futuro. Dobbiamo già oggi ragionare sui prossimi dieci anni.

Tutti invitati?
Tutti. Clienti, Concessionari, Partner. Vogliamo cercare di dare anche agli autoriparatori Miro delle chiavi di lettura per organizzarsi e attrezzarsi per gestire al meglio il loro futuro. È già in atto un cambiamento vertiginoso, velocissimo nella tecnologia, e pertanto la formazione è fondamentale. Anche su questo fronte il consorzio è attento e sta attivando delle collaborazioni con alcune scuole di formazione professionale per mettere a disposizione delle officine e delle carrozzerie giovani che vogliano intraprendere un percorso in ambito automotive. Il 26 ottobre, durante l'evento, lanceremo una borsa di studio. Una scuola l'abbiamo già individuata, l'interesse c'è ed è reciproco. Questo è uno dei progetti a cui personalmente tengo moltissimo e a cui ci dedicheremo nei prossimi mesi.

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