MIRO è sempre work
in progress. E si vede…

"Se Atene piange Sparta non ride", recita un antico proverbio. Fin troppo facile adattarlo al mercato auto, con la vendita del nuovo in altalena, e al filone dei ricambi, che nel territorio coperto da MIRO, fino a giugno non ha certo brillato. Ecco perché il dato positivo registrato a luglio merita un approfondimento, e con un interlocutore come il presidente del consorzio, Giovanni Rigoldi, allargare il discorso è un attimo...

Possiamo parlare di ripartenza?
Ripartenza è una parola grossa, ma è sicuramente andata un po' meglio rispetto alla primavera. I migliori risultati li abbiamo avuti con gli autoriparatori indipendenti (+9,4 per cento), un aspetto positivo in relazione al business del consorzio e delle concessionarie socie. Nonostante il mercato sempre più competitivo, nonostante le difficoltà di un territorio che si vede invaso da tutti e da tutte le parti, compresi accordi nazionali di vario genere, il trend con gli affiliati rimane buono.
Nel solo mese di luglio il consorzio è cresciuto del 7,46 per cento, e al 31 luglio, per dare una cifra, siamo arrivati a 23,8 milioni di euro di fatturato. Non dovrebbe essere difficile superare i 40 milioni a fine anno.

Quindi le officine e carrozzerie indipendenti affiliate a MIRO stanno bene?
Dal mio punto di vista, anche quelle che riescono a ottenere dei buoni risultati in un mercato così difficile devono cominciare a riflettere sull'evoluzione che sta avendo il business dell'autoriparazione e sul contesto in cui operano, pensando a quale possa essere oggi l'assetto organizzativo più adeguato: in questo senso è difficile pensare a salvagenti esterni.
MIRO fa il suo mestiere, il concessionario anche, ma anche l'autoriparatore deve fare il suo. Oggi la dimensione media, della carrozzeria come dell'officina, rischia di farlo soccombere per la difficoltà a mantenere tariffe adeguate ai costi aziendali, costi che sono sempre più simili a quelli delle concessionarie (che a loro volta applicano tariffe ampiamente inferiori alla media europea). È chiaro che l'autoriparatore indipendente non ha i sovracosti degli standard organizzativi imposti dai Costruttori alle proprie reti, ma il costo del personale non è molto diverso ed è comunque elevato, per non parlare dei costi della burocrazia.
Come il concessionario oggi si trova davanti a una rivoluzione epocale, e dovrà affrontare processi di riorganizzazione, la stessa cosa succederà per l'autoriparatore.
Io temo che ad un certo punto ci sarà un'accelerazione pazzesca, e suggerisco a tutti di cercare di tenere sempre sotto controllo e bene i propri conti, sapendo che farli quadrare nelle nostre realtà, piccole o grandi che siano, è sempre più complicato. Banalmente, se il costo orario di un addetto è di 30 euro (e lo possiamo rilevare facilmente dal cedolino) e noi applichiamo una tariffa oraria di 28 euro, ogni ora di manodopera che si fattura, si perdono due euro. È solo un esempio, ma se oggi mi sento di toccare questo tema è perché nella realtà in cui operiamo i confronti sono anche molto peggiori.

C'è anche un problema di attrezzature?
L'elettronica e la digitalizzazione stanno rendendo le auto sempre più sofisticate e quindi ci vogliono formazione e strumentazione adeguate. Ci sarà sempre più selezione qualitativa delle realtà che riusciranno ad aumentare le proprie competenze, singolarmente o raggruppandosi.
Oggi vediamo questo fenomeno in particolare con aziende che si sono trasformate in centri servizio, dove vengono offerte tutte le lavorazioni possibili (meccanica, carrozzeria, revisione, pneumatici, etc.). Anche in questo caso, però, le aziende dovrebbero stare molto attente a garantirsi tariffe adeguate. Come MIRO, possiamo solo raccomandare attenzione.

L'indagine Nomesis darà indicazioni in questo senso?
Quest'anno abbiamo ritenuto importante indagare l'universo dei concessionari per capire quali fossero le loro aspettative rispetto al consorzio; adesso dobbiamo valutare se aggiungere un capitolo specifico riservato come di consueto agli autoriparatori, che riguarderà la formazione e altri servizi che vorremmo mettere a disposizione del network. Ne riparleremo tra qualche settimana.

Intanto il contest magazzinieri prosegue...
Si è aperto a inizio anno ed è in corso. L'occasione del week-end di giugno in Alto Adige ha fatto emergere la necessità di creare momenti di interscambio e di dare un taglio anche formativo agli incontri periodici che MIRO organizza con gli addetti ai ricambi delle concessionarie. Stiamo pensando di avvalerci di formatori esperti, sulla falsariga di quanto fatto in Alto Adige. Vorremmo strutturare un incontro di formazione trimestrale cercando di coinvolgere il personale di tutte le concessionarie socie. Ci siamo resi conto che gli uomini di magazzino, schiacciati dalla sempre maggiore complessità del business dei ricambi imposta dal mercato e dalle Case madri, necessitano di un supporto talvolta anche solo psicologico. In questo senso i momenti di confronto e formazione sono utili per tutti, anche per noi concessionari e per gli uomini del consorzio.

Avete in mente qualcosa di specifico anche per i clienti?
Vista la crescente diffusione degli ADAS e la sempre maggiore complessità della riparazione, stiamo lavorando per essere vicino ai clienti anche con momenti formativi ad hoc.
E poi stiamo organizzando un evento premiante per gli autoriparatori clienti. È ancora 'work in progress', ma posso anticipare che è un'altra bella iniziativa a favore dei migliori clienti.

Una novità passata quasi sotto silenzio, ma visibile arancione su bianco, è la nuova livrea dei furgoni...
Dopo avere sottolineato all'evento del decennale che MIRO è il consorzio AsConAuto di Milano, siamo passati alla seconda fase: il nuovo abito, che mette in primo piano il network AsConAuto rispetto al consorzio locale, caratterizza due dei furgoni della flotta MIRO, i due acquisti più recenti. La trasformazione sarà progressiva: evitiamo spese inutili per modificare i vecchi veicoli, ma per ogni nuovo acquisto ci sarà la nuova livrea.

Vuole fare gli auguri agli autoriparatori MIRO di una buona ripresa?
Il messaggio è che noi ci siamo, ci siamo sempre, e lavorare insieme diventerà ancora più fondamentale nei prossimi anni. L'obiettivo del consorzio, e quindi delle concessionarie socie, è quello di condividere problematiche di mercato, di sussistenza, di tariffe, di scenari...
E siccome MIRO è molto attento alle modalità di comunicazione, posso annunciare che stiamo lavorando anche al tema della comunicazione fra il consorzio e gli affiliati al network: ci saranno parecchie novità, fra cui una simpatica campagna studiata ad hoc per il consorzio di Milano. Vi terremo aggiornati e… buon lavoro!

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