Rifiuti speciali o pericolosi?
Ci pensa Fer.Ol.Met.

Forse non tutti sanno che tra filtri aria, filtri olio, stracci contaminati, olio motore, olio dei freni, pastiglie freni, antigelo, batterie, materiale ferroso, le concessionarie, ma anche le carrozzerie, le officine, gli elettrauto, producono fino a 16 codici rifiuto. Speciali e talvolta pericolosi. Ben venga, dunque, la convenzione siglata da Miro con Fer.Ol.Met., azienda di San Giuliano Milanese che dal 1980 opera nel campo dello smaltimento rifiuti. Le carte in regola le ha: oltre all'autorizzazione AIA rilasciata dalla Regione Lombardia, è concessionaria del COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati) e del COBAT (Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo). E ha dieci persone, tra commerciali e backoffice, sul campo. Abbiamo incontrato Fabio Gucciardi, responsabile commerciale e referente per Miro.

Una partnership piuttosto recente...
...ma che arriva da conoscenze antiche. Abbiamo siglato l'accordo ad aprile e a maggio eravamo operativi, da subito con un ottimo riscontro, inaspettato. Vuoi perché i promoter Miro avevano preparato il terreno, vuoi perché l'offerta era strutturata, già prima della pausa feriale avevamo chiuso una dozzina di contratti.

Chi è l'interlocutore Miro?
Autoriparatori e concessionarie, tutti ugualmente importanti. Proponiamo raccolta, trasporto e smaltimento delle diverse tipologie di rifiuto con nostri mezzi autorizzati (in nessun caso ci appoggiamo a terzi), e recuperiamo tutto quello che viene prodotto e deve essere smaltito dalle officine e dalle concessionarie. Stiamo parlando di rifiuti speciali - plastiche, gomme, metalli - e di rifiuti pericolosi - oli e filtri olio, batterie, materiale assorbente contaminato, antigelo... Inoltre, valorizziamo il recupero delle batterie esauste.

Economicamente?
Certo, riconosciamo un corrispettivo economico che è tra i migliori in Lombardia. Ovviamente le percentuali variano per chi fa dieci cassonetti all'anno e per chi ne fa uno.

Qual è il vostro approccio?
Premesso che siamo abbastanza conosciuti, quando ci presentiamo all'appuntamento - da soli o con il promoter - offriamo prima di tutto consulenza: sulla tenuta dei registri di carico e scarico, la compilazione dei formulari, il controllo e la gestione della zona di stoccaggio...
Fatti i controlli, se rileviamo la necessità di correggere o comunque migliorare la precedente gestione ci mettiamo a disposizione con la nostra competenza. 

Con che tempistica? Possiamo sbirciare l'agenda Fer.Ol.Met.?
Già prima dell'estate Miro ci ha fornito un elenco di possibili contatti con gli autoriparatori clienti, che abbiamo diviso per zona: Milano città e aree limitrofe. Con circa un terzo ci siamo sentiti telefonicamente; per una dozzina, come le dicevo, siamo arrivati alla firma del contratto, per gli altri l'accordo era di vedersi dopo le ferie. Abbiamo diversi incontri fissati da qui alla fine del mese. Le concessionarie saranno il passo successivo.

Vi siete dati un obiettivo?
Abbiamo 600 contatti su cui poter lavorare, un ottimo pacchetto anche qualitativamente. Puntiamo a un 25-30 per cento di contratti siglati entro gennaio 2018, sarebbe un gran bel risultato. Bisogna considerare che sono molti i contratti in essere, che andranno a scadenza naturale a dicembre, ma già oggi abbiamo clienti che hanno scelto di anticipare la risoluzione del contratto, perdendo qualcosa da un punto di vista economico, per passare a Fer.Ol.Met.

Su cosa fate leva?
Sull'ottimo servizio unito alla riduzione dei costi attuali di gestione e smaltimento.

Non (anche) sulla paura di una eventuale ispezione?
Negli ultimi anni c'è più attenzione rispetto al passato, anche perché le multe sono salatissime e c'è di mezzo il penale: le sanzioni vanno da un minimo di 2.600 euro per tenuta registri errata o per una zona di stoccaggio non idonea a un massimo di 93.000 euro. E nei casi più gravi - l'olio nel tombino e le batterie nel fiume… - si rischiano da sei mesi a due anni di chiusura dell'attività. Fortunatamente, non sono realtà che ho visto in Miro.

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