Giovani meccanici crescono.
La formazione si fa in Accademia

Quando Carlo Zanoni ha assunto la direzione generale dell'Accademia Formativa Martesana a Gorgonzola (Mi), nel 2008, erano attivi due corsi di meccanica e uno di servizi per l'impresa. Oggi i corsi sono undici per nove figure professionali.
È con questo direttore-architetto prestato all'insegnamento - perché al piacere di spiegare disegno meccanico alla sua 'fauna', come chiama con affetto i suoi studenti, non rinuncia per niente al mondo - che i vertici Miro stanno stringendo una partnership che punta all'ingresso di stagisti qualificati nelle officine e carrozzerie del consorzio. La presentazione ufficiale avrà luogo il 26 ottobre, in occasione dell'evento per il decennale Miro. Intanto, eccolo in anteprima.

Inquadriamo l'Accademia?
Siamo un centro di formazione professionale, svolgiamo corsi normati dalla Regione Lombardia, prepariamo figure professionali codificate e riconosciute da Regione Lombardia e in tutta Italia. Non è una scuola pubblica ma, grazie al sostengo della Regione, gli iscritti non pagano una retta. E possono passare da un indirizzo a un altro.
In ottica Miro aggiungo che, da più di trent'anni, la nostra scuola tiene corsi per meccanico-motorista. Abbiamo un'officina interna, docenti dell'area professionale che sono tutti professionisti tuttora in attività nel settore di cui insegnano, e da sempre inseriamo i nostri ragazzi nelle officine per svolgere lo stage.

Con quale tempistica?
I ragazzi di seconda fanno due mesi di stage da aprile a giugno, quelli di terza da metà ottobre a fine gennaio, i ragazzi di quarta da febbraio a fine marzo.
Le prime sono escluse perché sono impegnate nella formazione professionale, e perché sono oggetto di un lavoro sull'educazione, sull'approccio alla fatica, alla relazione con l'adulto. Da noi arrivano ragazzini che non hanno idea di cosa significhino termini come responsabilità, impegno, lavoro...
Il regolamento è chiaro, se iscrivi tuo figlio accetti il 'dogma': zitti in classe, via il cellulare, niente cappellino. C'è tutta una serie di codifiche che servono per far 'scontrare' i ragazzi con le regole, esattamente come avviene sul posto di lavoro.
Abbiamo 14 mesi per prendere il 'bambino' di terza media e portarlo a stare al fianco di un adulto che lavora otto ore al giorno.

Abbandoni?
Il dato numerico varia tra inizio e fine anno, perché i ragazzi arrivano strada facendo, spesso da altre scuole.
In prima, su 11 classi per 240 ragazzi, ne perdo una decina.
In seconda e terza magari c'è qualche bocciatura, ma non abbandoni. Tutti vogliono vivere l'esperienza dello stage, allo stage ci vogliono arrivare.
In quarta, che è l'anno post qualifica, si registra qualche abbandono perché bisogna cambiare il passo. C'è più teoria, più studio in classe e a casa, e qualcuno lascia.

Complessivamente quanti sono gli iscritti all'Accademia? Da dove vengono?
La scuola conta 680 studenti, di cui iscritti ai corsi di meccanico-motorista sono circa 90 in seconda, 70 in terza e 50 in quarta. Arrivano da 70 comuni di cinque province: tanti da Milano est e poi dalle province di Bergamo, Monza e Brianza, Lecco, Crema.
Spesso aziende di fuori mi chiedono la disponibilità di studenti che hanno finito il terzo anno, ma devo rispondere che non ne ho. È difficile trovarne che dopo la qualifica non abbiano già intrapreso un lavoro o non decidano di frequentare la quarta, dove ottengono il titolo di Tecnico della riparazione di veicoli a motore, titolo equiparato a quello di Tecnico meccatronico. Con quel titolo e un anno di esperienza in officina ne possono aprire una da titolari (anche se non sono, dopo un solo anno, Tecnici per la revisione delle auto).

Con Miro a che punto siete?
Nella fase in cui abbiamo concordato obiettivi e interventi, ora dobbiamo tradurre le idee in convenzione.
Quando il presidente, Giovanni Rigoldi, è venuto a visitare la nostra scuola, gli è piaciuto l'imprinting: vedere gli armadietti con i lucchetti, sapere che il cellulare non entra in aula se no ti viene ritirato, che dopo cinque ritardi di cinque minuti ti fermi e lavori un intero pomeriggio, prendi troppe note e il direttore ti convoca e ti sospende...  Ma puoi tramutare un'ora di sospensione in una di lavoro al pomeriggio. Sono lavori forzatamente utili che svolgono sotto la supervisione dei nostri manutentori, che hanno dai 22 ai 50 anni. I ragazzi apprezzano, sono contenti di essere in qualche modo controllati e seguiti. È successo tante volte che vengano coinvolti in un lavoro e chiedano di fare ore extra per poterlo finire, metabolizzano l'idea che il lavoro vada finito.
Tra i docenti dell'area professionale ci sono anche, lo dico con orgoglio, tre miei ex studenti:  usciti di qua a 17 anni hanno iniziato a lavorare subito, dopo qualche anno hanno aperto la loro officina e quando sono tornati a salutarmi mi hanno chiesto come potessero 'ricambiare'. Lavorano per noi, sono docenti di meccanica. Uno di loro sul suo profilo social ha scritto: "La scuola paga in tutto".

Concretamente l'Accademia metterà a disposizione i suoi ragazzi migliori e Miro le sue concessionarie oltre che officine e carrozzerie?
L'obiettivo è quello di sponsorizzare le concessionarie e tutti gli autoriparatori aderenti al network Miro presso i nostri ragazzi per la scelta dello stage. Lo studente che farà lo stage in una delle aziende affiliate al consorzio non sarà messo là con la scopetta in mano, ma sarà oggetto di investimento.
Il primo messaggio forte che darà Miro, all'evento del 26 ottobre, è l'istituzione di una borsa di studio per mandare il ragazzo che l'Accademia reputerà il migliore alla fine del quarto anno in una concessionaria di un marchio prestigioso. Nel frattempo stiamo già lavorando per attivare la collaborazione Accademia - Miro, creando i presupposti per far arrivare gli studenti nelle aziende.
Abbiamo appena sottoscritto un accordo con un gruppo che fa Street Food, in base al quale quattro dei nostri migliori studenti di quarta del settore Cucina avranno come premio l'assunzione per 18 mesi a 1.600 dollari al mese più le mance, con i contributi pagati, in un ristorante tra Boston e New York. Ecco, spero un domani di avere una sponsorizzazione tecnologica da parte di un grande Gruppo automobilistico...

Che note caratteristiche devono avere oggi gli stagisti?
Le stesse di tanti anni fa: curiosità per quello che viene fatto, umiltà nel senso di voglia di imparare, abnegazione. Questo è un termine obsoleto, ma bisogna sapersi dire qualche no per essere a disposizione del lavoro.

Spaventa l'impegno a lungo termine?
Io porto sempre l'esempio di un mio ex studente, un ragazzo che a scuola faceva tante assenze. Io gli dicevo che stava esagerando in ottica di un posto di lavoro e lui replicava che esiste anche l'istituto della malattia. Metterlo in guardia da questo 'abuso' sembrava fiato sprecato.
Dopo qualche anno viene a trovarmi - gli serviva l'attestato da consegnare al lavoro - e vedo che cammina storto. Mi stupisco che non sia in malattia e glielo faccio notare. Sa cosa mi ha risposto? Che quando c'è da fare gli straordinari, e uno si ferma volentieri perché guadagna di più, il capo gli dice di no, perché se stai male a fare il lavoro normale figurati gli straordinari! Ce n'è voluto, ma il messaggio l'ha capito.

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